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Domande frequenti

Le risposte, prima di chiamarci

Le domande che ci fanno più spesso su lavori, permessi, vetri e detrazioni. Se la tua non c’è, scrivici: rispondiamo noi, non un call center.

Lavori e scelte

Serve una pratica in Comune per cambiare le finestre?

Per la sola sostituzione no: è edilizia libera (DPR 380/2001 e Glossario dell’edilizia libera, DM 2 marzo 2018). Le cose cambiano se si allarga il foro, se se ne apre uno nuovo o se l’edificio è vincolato: in quel caso serve una pratica e lo verifichiamo prima.

In condominio serve il permesso dell’assemblea?

Per cambiare le proprie finestre non serve un voto, ma non si può alterare il decoro architettonico della facciata (art. 1122 del codice civile) e va rispettato il regolamento di condominio. Se cambiano colore, materiale o disegno, prima conviene parlarne con l’amministratore.

Doppio o triplo vetro?

Il triplo vetro isola di più: indicativamente un doppio vetro basso emissivo con argon ha un Ug intorno a 1,0-1,1 W/m²K, un triplo intorno a 0,5-0,7. Ma per l’ecobonus conta la finestra intera (Uw), e il triplo pesa e costa di più. La scelta dipende da esposizione, telaio e budget: te la consigliamo stanza per stanza.

Perché dopo aver cambiato le finestre si forma condensa?

Le finestre vecchie lasciavano passare aria dagli spifferi, e con l’aria usciva l’umidità di casa. Quelle nuove chiudono bene: se non si cambia aria, l’umidità si condensa sulle superfici più fredde. Basta aprire le finestre più volte al giorno per pochi minuti, o installare una ventilazione meccanica. Il Ministero della Salute consiglia di tenere l’umidità in casa sotto il 50%.

Bisogna rompere i muri per cambiare le finestre?

Spesso no: se il falso telaio esistente è in buono stato, il serramento nuovo si fissa lì sopra senza rifare intonaci. Al sopralluogo controlliamo vecchio telaio e cassonetto, che sono i punti dove più spesso nascono ponti termici e infiltrazioni, e se servono ripristini li scriviamo nel preventivo.

Quanto dura il lavoro in casa?

La posa vera e propria per un appartamento di solito si chiude in una giornata; per case più grandi o con lavori sui cassonetti ne servono due o tre. Le stanze restano aperte solo il tempo di smontare il vecchio serramento e posare il nuovo.

Cosa fate dei vecchi serramenti?

Li smontiamo e li portiamo via noi, separati per materiale (legno, vetro, PVC, alluminio) e conferiti come rifiuti da costruzione a impianti autorizzati.

Il sopralluogo si paga?

No, entro 60 km dalla nostra sede di Gazzada Schianno: sopralluogo, rilievo delle misure e preventivo scritto sono gratuiti e senza impegno. Lavoriamo in tutta la Lombardia: più lontano ti diciamo prima l’eventuale costo dello spostamento.

Detrazioni e costi

Quanto si detrae nel 2026 se cambio le finestre?

Il 50% sull’abitazione principale, se paga il proprietario o chi ha un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione); il 36% negli altri casi, compresi familiari conviventi e inquilini. La detrazione si divide in 10 rate annuali. Con il bonus casa il tetto di spesa è 96.000 euro per unità; con l’ecobonus la detrazione massima è 60.000 euro.

Meglio ecobonus o bonus casa?

Nel 2026 le aliquote sono le stesse. L’ecobonus chiede che la finestra nuova rispetti la trasmittanza massima (in zona climatica E Uw fino a 1,30 W/m²K) e che quella vecchia fosse peggiore; il bonus casa vale se cambi materiale o tipo di serramento, o se l’intervento fa risparmiare energia. Per lo stesso lavoro se ne sceglie uno: al sopralluogo ti diciamo quale conviene.

Le detrazioni ci sono anche nel 2027?

Con la legge in vigore oggi sì, ma più basse: 36% sull’abitazione principale e 30% negli altri casi. La legge di bilancio 2027 potrebbe cambiarle: aggiorniamo questa pagina appena il testo è definitivo.

Posso avere lo sconto in fattura?

Per i lavori nuovi no: sconto in fattura e cessione del credito non sono più possibili dal 2023, salvo casi residui. La detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi.

Che IVA si paga sulle finestre?

Sui lavori in casa l’IVA è al 10%. Gli infissi però sono «beni significativi»: il 10% si applica fino alla differenza fra il totale del lavoro e il valore degli infissi, il resto del valore degli infissi va al 22%. Se gli infissi valgono la metà del totale o meno, tutto va al 10%. Tapparelle e scuri autonomi dal serramento vanno al 10%.

Cosa devo fare per non perdere la detrazione?

Pagare con bonifico «parlante», conservare fatture, dichiarazioni di prestazione e dichiarazione del fornitore, e inviare la scheda all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Ti prepariamo noi i documenti tecnici e ti seguiamo nella comunicazione.

Apriamo la tua finestra?

Raccontaci cosa vuoi cambiare: veniamo a vedere, prendiamo le misure e ti lasciamo un preventivo scritto, senza impegno.